Bodybuilding e Infortuni
Il bodybuilding è una disciplina di allenamento che attraverso l’utilizzo di pesi e sovraccarichi cerca di migliorare la composizione corporea, aumentando la massa magra e diminuendo quella grassa, con finalità estetiche e competitive.
È il bodybuilding uno sport pericoloso e usurante?
Sebbene possa sembrare controverso, i dati dimostrano che il bodybuilding è più sicuro di molti altri sport in termini di infortuni.
Ecco alcuni punti interessanti:
Statistiche sugli infortuni nel bodybuilding
Confrontando alcune statistiche sugli infortuni di sport popolari, il bodybuilding risulta essere più sicuro.
Ad esempio, gli sport di squadra hanno una media di 13 infortuni ogni 1000 ore, mentre il bodybuilding ha 0,12-1,8 infortuni ogni 1000 ore di allenamento.
Considerando anche gli altri sport dove si utilizzano i sovraccarichi, oltre al bodybuilding, abbiamo il powerlifting, il weightlifting, il crossfit, gli strongman e i highland games.
Gli Highland Games risultano essere lo sport più pericoloso, con una media di 7,5 infortuni ogni 1000 ore di allenamento. Seguono lo Strongman con infortuni compresi tra 4,5 e 6,1 ogni 1000 ore, il Powerlifting con 1,0-5,8 infortuni ogni 1000 ore, Weightlifting con 2,4-3,3 infortuni ogni 1000 ore, Crossfit con 1,9-3,1 infortuni ogni 1000 ore.
Il meno pericoloso risulta essere il Bodybuilding, con solo 0,12-1,8 infortuni ogni 1000 ore.
Il bodybuilding risulta essere il più sicuro tra le discipline dove si utilizzano sovraccarichi.
Cause degli infortuni
Molto spesso alcuni aspetti dell’allenamento sono mancanti o comunque non sono sufficienti. Tra questi, il principale è il riscaldamento, esso serve per prepararci alla sessione di allenamento.
Fondamentale è la tecnica di esecuzione degli esercizi. Senza una buona tecnica l’infortunio prima o poi si presenta.
Altra causa che porta ad un infortunio è l’utilizzo di sovraccarichi non adatti. La scelta degli esercizi è importante perché alcuni richiedono una buona mobilità articolare che non tutti hanno.
Altri due elementi, da molti trascurati, sono la mobilità articolare e la flessibilità muscolare, capacità che dovrebbero essere allenate che sono molto importanti nell’allenamento.
Alcune lesioni nel bodybuilding sono dovute alla caduta accidentale dei pesi, soprattutto negli esercizi con pesi liberi.
È importante eseguire gli esercizi correttamente per ridurre il rischio di infortuni.
Quali sono le parti più colpite da infortunio
Spalla, zona lombare, ginocchio e arto superiore sono le aree più frequentemente soggette a infortunio.
Infortuni alla spalla sono dovuti, spesso, a più fattori. Bisogna considerare la struttura della spalla, la sua mobilità e la lassità, la alterazioni posturali, la scelta degli esercizi e il carico da utilizzare, non ultima la tecnica di esecuzione.
Infortuni alla zona lombare sono causati da sovraccarico eccessivo accompagnato da una tecnica di esecuzione non perfetta. Da considerare anche una scarsa mobilità e debolezza muscolare.
Le cause del dolore al ginocchio sono dovute a una scarsa mobilità di anche, ginocchia e caviglie. Non ottimale elasticità e forza muscolare. Scorretta esecuzione del gesto atletico.
Gomiti e polsi sono anche essi interessati da infortuni dovuti a sovraccarico. Utilizzo di un peso eccessivo o di una tecnica non perfetta, causano dolore alle articolazioni.
Quali sono le tipologie di infortuni
Tendinopatie, strappi, lussazioni e fratture sono gli infortuni che si verificano più spesso.
Le tendinopatie sono patologie comuni che possono colpire chi pratica sport, causando dolore e alterazione funzionale.
Le tendinopatie si possono verificare in diversi distretti corporei, per esempio tendinopatia della cuffia dei rotatori o a carico del capo lungo del bicipite, epicondilite o epitrocleite, tendinopatia dell’achilleo, tendinopatia rotulea o tendinopatia inserzionale degli adduttori della coscia ma anche la tendinopatia del polso.
Gli strappi sono causati da utilizzo di alti carichi o esercizi intensi o da una tecnica errata e in alcuni casi anche da distrazione.
Capita a volte di vedere video di atleti che mentre si allenano sono soggetti ad una lussazione di spalla, gomito o ginocchio. Causate da alti sovraccarichi e errore di esecuzione dell’esercizio.
Le fratture sono spesso causate da una caduta accidentale dei pesi.
Come può la massofisioterapia essere d’aiuto nel bodybuilding?
Il bodybuilding e la massofisioterapia sono due discipline che si integrano molto bene.
Il bodybuilding è focalizzato sull’allenamento dei muscoli per aumentarne la forza e il volume, mentre la massofisioterapia è una forma di massaggio terapeutico che aiuta a rilassare i muscoli, alleviare il dolore, e promuovere il recupero dopo l’allenamento.
La massofisioterapia può essere particolarmente utile per i bodybuilder per diversi motivi:
- alleviare la tensione muscolare: dopo un intenso allenamento, i muscoli possono rimanere tesi e contratti. La massofisioterapia aiuta a rilassare i muscoli e ridurre la tensione
- promuovere il recupero: il massaggio terapeutico stimola la circolazione sanguigna e linfatica, favorendo il trasporto di nutrienti essenziali ai muscoli e accelerando il processo di recupero
- prevenire gli infortuni: mantenendo i muscoli morbidi e flessibili, la massofisioterapia può aiutare a prevenire strappi o altri infortuni muscolari
- migliorare la flessibilità e l’ampiezza di movimento: con l’aumento della massa muscolare, alcuni bodybuilder possono sperimentare una riduzione della flessibilità. La massofisioterapia può aiutare a mantenere o migliorare l’elasticità dei tessuti.
Per chi pratica bodybuilding, integrare regolarmente sedute di massofisioterapia nel proprio regime di allenamento può essere un ottimo modo per migliorare le prestazioni e il benessere generale.
È importante, tuttavia, rivolgersi a un massofisioterapista qualificato che comprenda le esigenze specifiche degli atleti e possa fornire un trattamento adeguato.
Come può la terapia fasciale ad essere d’aiuto nel bodybuilding?
Dobbiamo ricordare che un allenamento crea delle microlacerazioni che sono importanti per la crescita muscolare.
Queste microlacerazioni danno origine ad un’infiammazione che non sempre viene percepita. In questa fase di riparazione si avrà una limitazione del ROM e si formeranno degli spasmi difensivi. Sono questi spasmi che danno origina alle aderenze miofasciali.
La terapia fasciale è un tipo di fisioterapia che mira a ridurre il dolore e a ritrovare la mobilità della fascia, un tessuto importantissimo del nostro corpo.
Le aderenze miofasciali possono derivare da diverse cause e condizioni. Vediamo alcune delle principali:
- Microtraumi ripetuti o sovraccarichi: l’esecuzione di movimenti ripetitivi o l’accumulo di carichi eccessivi sui muscoli e sulla fascia (come in un allenamento di un bodybuilder) possono generare contrazioni muscolari prolungate e fenomeni di ischemia locale. Questi microtraumi possono causare densificazioni e aderenze nel tessuto miofasciale, limitando il movimento e provocando dolore.
- Fratture e lussazioni: eventuali fratture o lussazioni possono lasciare delle densificazioni sulla fascia. Queste densificazioni possono causare dolore anche a distanza di anni.
- Posture errate e traumi: la postura scorretta o i traumi possono influenzare la fascia e portare alla formazione di aderenze. Ad esempio, mantenere una posizione sbagliata per lungo tempo può alterare la struttura del tessuto connettivo e causare problemi miofasciali.
- Trigger points (punti trigger): i punti trigger sono aree iper-irritabili nei muscoli scheletrici che possono causare dolore e limitazioni di movimento. Questi punti possono svilupparsi a causa di tensioni eccessive sulla fascia e dai fattori sopra menzionati.
In sintesi, le aderenze miofasciali possono derivare da una combinazione di fattori come microtraumi, posture errate e trigger points.
La terapia fasciale mira a sciogliere queste aderenze e migliorare la mobilità del tessuto connettivo.
Ricorda sempre di consultare un professionista per una valutazione accurata e un trattamento adeguato.
